Ha scritto di Salvatore Girgenti:

Anna Spadafora

Il viaggio straordinario di Salvatore Girgenti

Da quando ci siamo incontrati, nel 2001, ho sempre constatato in Salvatore Girgenti l’entusiasmo di chi, trovandosi in un viaggio straordinario, c’invita a intraprenderlo a nostra volta. E, in effetti, le sue opere testimoniano di un viaggio intellettuale incessante. La forza della vita si scrive con la sua pittura in queste opere meravigliose, che nulla devono alla contemplazione. Il colore come condizione della luce, dell’intendimento, dell’ascolto, è condizione della cifra verso cui tende la sua pittura.

Le sue opere sono dispositivi rivoluzionari di comunicazione, in cui l’artista restituisce il ritmo delle cose nel loro racconto inedito.

Noi viaggiamo perché non abbiamo tempo per indugiare nella contemplazione, per fissare la città o il paesaggio nel ricordo, per scoprire perché è nato, quando è nato e dove è nato. Questo indugiare nel ricordo è un cedimento sull’essenziale, è il piano dell’orizzontalità della vita. Nelle opere di Girgenti neppure l’orizzonte è orizzontale, perché il paesaggio non è fissato una volta per tutte. Cinema, teatro, film. Ciascuna sua opera è un dispositivo in cui il movimento e l’andamento sono costitutivi del ritmo incessante delle cose. Salvatore Girgenti restituisce nelle sue opere i tratti delle cose in viaggio, i tratti del paesaggio, non il suo ricordo, i tratti verso la qualità, il paesaggio della qualità.

Fai click per scaricare il testo che segue, nel formato PDF
Fai click per ottenere Acrobat Reader che legge i file PDF