Ha scritto di Salvatore Girgenti:

Giovanna Pascoli Piccinini

Salvatore Girgenti, pittore

Il discorso pittorico di Girgenti parte, nella sua compiutezza, da un unico presupposto di base che, se pur presente nelle generalità degli individui, in lui assume un tono tutto proprio e particolare. Mi riferisco alla memoria del luogo: intendendo come tale la localizzazione non solo geografica ma anche sentimentale della terra di origine. I temi ispirativi, infatti, sono i paesaggi del sud, con la loro poeticità cromatica e quel senso di fatalistico che sovrasta ogni cosa; ed ancora, la natura minore degli sterpi e delle foglie, strana atmosfera romantica. Ma la ragione esiste. Una lunga permanenza in altre regioni, una vita trascorsa tra paesaggi non propri, hanno condizionato il pittore e lo hanno portato a quella maniera espressa, così profondamente particolare. […]

Le pennellate veementi, distribuite in un sobrio ma acceso accordo cromatico, scavano l’essenza primordiale, la forza mitica delle rocce. Veramente si può affermare che in Girgenti l’immagine è intrisa di un sentimento umano e cosmico insieme.

I suoi toni bassi e caldi li abbiamo ancora nella mente e nel cuore. Girgenti evoca, da siciliano trapiantato nel Nord, con commossa malinconia, la sua patria perduta, in quadri memorabili. Fuori dalle maniere, lontano dalle convenzioni, in solitudine, servendosi di una cultura artistica costruita tenacemente da solo. E molto valida.

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