Ha scritto di Salvatore Girgenti:

Valentina Di Miceli

Memorie antiche come roccia

Venticinque oli, datati 2003-2008, dischiudono la vista ad assolati paesaggi il cui respiro ampio è all’unisono con quello dell’artista. Rocce o scogli, distese marine o rurali si stagliano su cieli azzurrissimi, al tocco di una pennellata densa, scomposta, che suggerisce una forma e accenna ad uno stato d’animo.

Ma è il colore a prendere il sopravvento: la visione si sgrana e un puro moto interiore comincia a dettare i movimenti della mano. Pareti rocciose o campi di grano divengono texture quasi astratte, composizioni dal sapore espressionista, in cui la linea diventa macchia e il ritmo diventa battito.

Ecco allora che un’immagine evanescente, custodita come un cimelio prezioso scolpito nel ricordo, si fonde nella materia cromatica, ritornando ad essere realtà concreta, certezza riconquistata per un io poetico e pittorico in comunione con la natura.

Riportiamo alcuni brani dell’articolo pubblicato su “Il Giornale di Sicilia” del 14 aprile 2009