Mirko Mazzini

Due lettere

Il 5 aprile 2013, ignaro della scomparsa di Salvatore Girgenti, così scriveva Mirko Mazzini via mail:

Salve Prof!!!

Sono Mirko... di San Lazzaro... un suo ex studente delle medie Rodari (non pretendo che si ricordi di me... sono oramai passati 30 anni!)

Così... girando per la rete, mi sono imbattuto sul suo sito e sul catalogo delle sue Opere... Non mi intendo di arte ma, da profano, posso dire che guardando quelle tele e quei dipinti mi sono riaffiorati piacevolissimi ricordi... di polemiche costruttive, di sguardi non convenzionali... di voglia di farci crescere.

Un caro saluto... e spero di incontrarLa prestissimo.

 Con immenso affetto,

Mirko Mazzini

 Il 16 maggio 2013, dopo la telefonata della moglie, Carmela Vella Girgenti, Mirko Mazzini ha voluto dare la sua testimonianza del compianto Maestro:

Gent.ma Sig.ra Carmela,

la telefonata di qualche settimana fa mi ha sì intristito... ma ha comunque fatto un piccolo miracolo... dopo intere giornate di tentativi e ricerche, grazie a questi infernali social network, sono riuscito a rintracciare il mio amatissimo “compagno di banco” delle Medie “Gianni Rodari”.

I 30 minuti che ci hanno visto collegati per il quasi cordone ombelicale telefonico (io e l’amico Giuseppe eravamo veramente una cosa sola... vivevamo praticamente in simbiosi) hanno visto la discussione e il ricordo principalmente centrato sul ricordo del Prof. Girgenti. 

Le riporto la cosa che è comunemente emersa dalla profondità dei ricordi di quasi 30 anni fa...

Era abitudine in quegli anni fare una visita didattica a quella che era la sede di produzione di una nota bevanda gasata al gusto Cola... Entrambi siamo scoppiati a ridere al ricordo di come il nostro amatissimo Prof. si “incazzò” (mi si perdoni il termine... non è utilizzato per mancanza di rispetto... ma per sottolineare che non si trattava di una semplice arrabbiatura... ma una vera e autentica collera!) perché non era a suo giudizio ammissibile che una scuola portasse in visita didattica i propri alunni presso uno stabilimento colpevole di produrre una piacevole bevanda, causa di molti problemi per la salute (ricordiamo entrambi che il Prof. citò il fatto che la nota bevanda “fa buchi nelle budella... e viene usata per pulire le monete ossidate...”).

La discussione sfociò in un acceso diverbio tra le professoresse di Educazione Tecnica, la preside e il Prof. La cosa ci fece rimanere a bocca aperta, perché il Professor Girgenti tutti lo conoscevano come persona pacata, taciturna, calma, ma con quella fiamma negli occhi capace di incendiare interi boschi con la passione e con la consapevolezza di essere dalla parte della ragione...

Passato lo sfogo e l’arrabbiatura, ricordo che si sedette sulla cattedra (cosa non consueta) strizzando quegli occhi furbi e saggi ...e, con il suo inconfondibile e a volte ingiustamente canzonato accento siculo, ci fece quella che era destinata a divenire forse una delle lezioni più importanti della nostra vita...l’importanza di “ragionare con la propria testa”... il piacere di non cadere in facili conformismi... il diritto di vedere le cose in maniera diversa... Poi arrivò la campanella che segnava la fine della lezione a rovinare tutto... perché, per noi semplici adolescenti, in quella giornata quello non era un Prof... era semplicemente un eroe.

 Con questo ricordo che ho voluto condividere con Lei, le mando un caro e sincero abbraccio.

Saluti

Mirko