Cùscusu, Torre di Ligny, Salvatore Girgenti

Due anni fa abbiamo fatto la prima presentazione del libro Cùscusu a Torre di Ligny. Oggi, in occasione di questo nuovo evento, raccolgo con piacere l’invito  perché l’occasione è davvero speciale all’interno della rassegna “Uomo libero, amerai sempre il mare! Arte e poesia di Salvatore Girgenti”, curata da Giovanna Mauro.

È stato veramente emozionante parlare all’interno della mostra dove colori e sensazioni si mischiano.
Il tema dell’incontro è il Mare, colori, sapori.

Abbiamo ancora una volta parlato di Cùscusu che non è solo una pietanza “esotica” ma a  Trapani  è simbolo di una forte identità culturale legata al mare.

Sono stati i pescatori trapanesi che andavano in Tunisia a pescare spugne e corallo e che vivevano in questo quartiere vicino a torre Ligny ad importare la pietanza e trasformarla in ciò che è adesso. Una storia che parte dal 1500/600 fino ai giorni nostri.

Come la lingua parlata, il  cùscusu contiene  e trasporta la cultura di chi lo pratica, è depositario delle tradizioni e dell’identità del gruppo. Costituisce pertanto uno straordinario  veicolo di auto-rappresentazione e di scambio culturale: è strumento di identità, ma anche il modo per entrare in contatto con culture diverse, giacché mangiare il cibo altrui è più facile che decodificarne la lingua.

Il cùscusu è quindi un grande strumento di mediazione culturale tra i popoli. I modelli e le pratiche alimentari sono i  punti di incontro fra culture diverse. Le culture alimentari  sono tanto più ricche quanto più gli incontri e gli scambi sono vivaci e frequenti.  

Ancora oggi la pietanza è molto presente nelle famiglie trapanesi, ma rischia di scomparire come tutte le pietanze che richiedono tempi lunghi di preparazione.

Abbiamo pensato al libro per mantenerne la memoria, qualcosa di locale, nel mare sempre più grande della globalizzazione che omologa tutto.


Paolo Salerno