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SALVATORE GIRGENTI - Docente, poeta e scrittore


L'artista, pittore e poeta, Salvatore Girgenti, siciliano nel cuore e nei colori, trapiantatosi a San Lazzaro nel 1974, se
n'era andato silenziosamente - non volle esequie pubbliche e le sue ceneri furono sparse nel camposanto comunale di
San Lazzaro - nella primavera del 2010, lasciando nel dolore la moglie Carmela, i familiari e chi lo conosceva.
Infatti, "Totò", come lo chiamavano amici ed ex allievi, non è stato dimenticato; né come persona, né come artista e
nemmeno come insegnante. Anche perché come docente di sé diceva: "Non mi considero insegnante, ma operaio
della cultura, con il compito di dare agli allievi gli strumenti per farsi la loro propria cultura: puoi anche fare un lavoro
umile, ma se hai la cultura nessuno potrà metterti i piedi in testa, perché tu penserai sempre con la tua di testa!".
Informato della scomparsa anche il sindaco di San Lazzaro, Marco Macciantelli, volle porgere alla signora Carmela
espressioni di affetto e di cordoglio personali e a nome della città. "Salvatore - ricordò il sindaco - è stato un artista di
valore che ci ha onorato della sua amicizia. Nonostante i problemi di salute, e i lunghi periodi trascorsi in ospedale, non
aveva mai smesso di lavorare e ha lasciato dietro di sé un segno artistico indelebile. I paesaggi mediterranei
lussureggianti, pieni di ombre e al contempo di calda luce solare, le sue marine espressioniste, visti con occhi di pittore
onirico, e di poeta".

Un affetto sincero dimostrato dal fatto che il 14 marzo 2015, nella Sala di Città del municipio di San Lazzaro, fu
inaugurata una mostra retrospettiva di sue opere che vide una grande partecipazione e non solo nella giornata
inaugurale. L'esposizione, curata da Giovanna Mauro con allestimento di Giuseppe Pedrini, a titolo Girgenti: l'altro
tempo della pittura, vide l'apprezzamento dell'assessore alla cultura Marina Malpensa, di Mauro Maggiorani
dell'Università di Bologna, Guido Armellini dell'Università "Primo Levi", padre Fabrizio Valletti, Luigi Dovesi, Anna
Spadafora, Francesco Storani, Andrea Forlani, Erminio Serio e altre personalità della società civile e della cultura
bolognese e sanlazzarese.

Ma già nel 2012 Girgenti fu ricordato con un volume di oltre 200 pagine a colori, curato da Giovanna Mauro, edito da
Aiello & Provenzano, che raccoglie le immagini di oltre ottanta dipinti e circa quaranta liriche dell'artista e poeta. Oltre
alla sua biografia personale e artistica, e a testi di critici o giornalisti che scrissero di lui. Nel libro interventi di
personaggi della cultura siciliana, e non solo, come Alfredo De Paz, Piero Longo, Anna Spadafora e Carlo Alberto Sitta.
Il volume è stato infatti edito a Palermo da Aiello & Provenzano.

Salvatore Girgenti era nato nel 1921 a Lercara Friddi (Palermo), ma dal 1974 abitava a San Lazzaro dove insegnava
italiano e storia alla media "Rodari-Jussi". Lavorando di notte, e studiando di giorno, Girgenti si era diplomato e
laureato, prima in Lettere e poi in Filosofia, all'Università di Palermo. Sindacalista Cgil, intellettuale impegnato poi
collaboratore di Danilo Dolci (1924-1997), sociologo, poeta, educatore e attivista della non violenza, definito il "Gandhi
italiano". Con Leonardo Sciascia (1921-1989), scrittore, saggista, giornalista, poeta, drammaturgo, critico d'arte
anticonformista, aveva tradotto, per Einaudi, il testo di Manuel Azaña Diaz (1880-1940) La veglia a Benicarlò, amaro
dialogo su cause e conseguenze della guerra civile spagnola. Per poi dedicarsi all'insegnamento e infine avvicinarsi alla
pittura, ma in età avanzata già a San Lazzaro.

Forse per nostalgia della Sicilia iniziò a dipingere la terra d'origine con marine dai bagnasciuga sabbiosi, onde che
s'infrangono sugli scogli, spinosi fichi d'india, contorti ulivi e campi di grano mossi dal vento, come il mare. Poesie
scritte con il pennello. Ammalato da tempo aveva poi dipinto, fino all'ultimo, le ginestre dei colli, le rupi gessose di San
Lazzaro e i calanchi ozzanesi. Girgenti aveva esposto , oltre che a Bologna, in altre città italiane, poi all'estero e
perfino a New York, con apprezzamenti anche dai critici statunitensi più esigenti. Nel marzo del 2009 l'artista espose a
Palermo, nella Galleria Ellearte, tornando dopo decenni nella terra d'origine. Mostra personale di successo che fu poi
riproposta nella natia Lercara Friddi e infine a Bologna, da luglio a settembre per "Bè Bologna Estate 2009", nella Art
Gallery di Palazzo Certani, in via Castiglione, con titolo Mediterranea. Il libro che lo ricorda - presentato per la prima
volta nel 2013 a Palermo nella Galleria d'Arte Moderna inserita nel complesso monumentale di Sant'Anna - merita
cercarlo per le sue ottanta opere e quaranta poesie, le quiete atmosfere, i colori, i paesaggi delle terre tanto amate
da Salvatore: la Sicilia e San Lazzaro di Savena.

A chi scrive piace qui citare uno scritto di Pietro Quartani contenuto in un libretto edito nel febbraio 2008 a Modena con
immagini di dipinti e scritti, oltre che di Quartani, di Sergio Dalla Val, Alfredo De Paz, Giovanna Pascoli Piccinini,
Gianna Solmi, Anna Spadafora, Fabrizio Valletti e Vladimiro Zocca. "Il critico che si accinge a parlare dell'opera di
Salvatore Girgenti si trova di fronte una immediata difficoltà. Non riesce, cioè, a rifugiarsi nel porto sicuro delle
parentele artistiche, delle correnti riconosciute, delle analogie con alcuni grandi dell'arte, nella cui scia inserire l'opera di
questo artista tanto singolare quanto completo. Per parlarne occorre allora uscire da ossessioni definitive e lasciarsi
trasportare dalle suggestioni dei sensi, che subito ci indicano l'intrecciarsi nei suoi paesaggi di temi che hanno pervaso,
sotto diverse angolature, il cammino dell'arte nella contemporaneità".